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Cirro
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top
In mwbgmeteorologia, il mwbwcirro (abbreviazione mwcaCi) è un tipo di mwcqnube presente nell'alta mwcgtroposfera (da mwcw5000 m di altitudine fino a mwda13000 m nelle regioni temperatecite-ref-ica-15-1-0[1]) sotto forma di filamenti bianchi o di chiazze biancastre disposte in strette bande, dall'aspetto filamentoso o setoso (da cui il nome ufficiale mweqlatino mwegcirrus, ossia "ricciolo" o "ciocca di capelli arricciata").
Nelle regioni polari l'estensione dei cirri varia tra i mwfa3000 m e i mwfq8000 m mentre in quelle tropicali tra i mwfg6000 m e i mwfw18000 m circacite-ref-ica-15-1-1[1].
Contents
• Specie
• Varietà
• Note
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Descrizione
Durante il giorno i cirri non troppo vicini all'orizzonte hanno sempre una colorazione bianca o biancastra. I caratteristici ciuffi dall'aspetto tondeggiante si formano generalmente in cieli limpidi e possono essere accompagnati da scie dall'aspetto fibroso. Col trascorrere del tempo i ciuffi si dissolvono lentamente e rimangono solo queste ultimecite-ref-ica-27-2-0[2].
Al tramonto, quando il Sole è basso rispetto all'orizzonte, il loro colore varia dal bianco originario passando dapprima per il giallo, poi per il rosa, il rosso e, infine – quando non più illuminati – al grigio. All'alba la transizione avviene al contrario. Ciò è dovuto alla mwjarifrazione subita dalla luce solare mentre attraversa spessi strati di mwjqatmosfera, che filtra le componenti blu e verdi dello mwjgspettro visibilecite-ref-ica-27-2-1[2].
Sono formati quasi esclusivamente da piccoli cristalli di ghiaccio la cui densità è così bassa da rendere queste nubi trasparenti alla luce solare. Cirri dall'aspetto denso o in ciuffi possono contenere cristalli di dimensioni maggiori e svilupparsi anche sul piano verticale. Raramente può avvenire che i cristalli si fondano con minuscole gocce d'acqua mwlasopraffuse; in tal caso le scie assumono una colorazione grigiastra e possono dar origine anche ad mwlqarcobaleni. I cirri possono originare mwlgaloni ma il loro basso spessore non riesce quasi mai a generare un anello di luce completocite-ref-ica-27-2-2[2].
L'aspetto irregolare dei cirri è dovuto alle forti variazioni del vento (mwnawind shear) e dalla diversa grandezza dei cristalli di ghiaccio che li compongonocite-ref-ica-27-2-3[2].
La comparsa di cirri in gran numero che invadono progressivamente il cielo, generalmente preannuncia l'arrivo di un mwogfronte caldo entro 15 ore, accompagnato da mwowprecipitazioni spesso persistenti, oppure la fine di un'attività mwpatemporalesca (in questo caso sono detti anche "falsi cirri")cite-ref-t-3-0[3]. Al contrario, i cosiddetti mwqqcirri del bel tempo – che compaiono in situazioni di atmosfera stabile – si distinguono per la ristretta estensione, la struttura irregolare e il moto più lento.
Specie
In base alla forma assunta, ogni cirro può appartenere ad una delle seguenti cinque specie (tra parentesi è indicata l'abbreviazione associata):
• mwrgCirrus castellanus (mwrwCi cas);
• mwsqCirrus fibratus (mwsgCi fib);
• mwtaCirrus floccus (mwtqCi flo);
• mwtwCirrus spissatus (mwuaCi spi);
• mwugCirrus uncinus (mwuwCi unc).
Varietà
Le varietà riscontrabili tra i cirri sono le seguenti quattro:
• Cirrus mwwaduplicatus (mwwqCi du);
• Cirrus mwwwintortus (mwxaCi in);
• Cirrus mwxgradiatus (mwxwCi ra).
• Cirrus mwyqvertebratus (mwygCi ve);
Ognuna di esse può apparire in concomitanza con le altre (ad esempio: mwzaCirrus intortus vertebratus).
Caratteristiche supplementari e nubi accessorie
Effetti sul clima
I cirri coprono fino al 25% della terra (fino al 70% nelle regioni tropicalicite-ref-4[4]) ed hanno un effetto netto di riscaldamento nelle ore notturnecite-ref-nucleation-5-0[5]. Recentemente alcuni studi hanno messo in evidenza che, durante il giorno, i cirri sono l'unico tipo di nube che può sia riscaldare che raffreddare il sistema terra-atmosferacite-ref-0-6-0[6]. Questa dualità dipende principalmente dalla posizione del sole e quindi implicitamente dalla latitudinecite-ref-0-6-1[6]cite-ref-7[7].
Quando sono sottili e trasparenti, questi corpi nuvolosi assorbono efficacemente la mwfwradiazione infrarossa dalla terra, mentre hanno un effetto marginale di schermo ai raggi solari.cite-ref-stephens-1742-8-0[8] Quando essi hanno uno spessore di mwha100 m essi riflettono solo il 9% dei raggi solari incidenti, ma impediscono quasi del 50% l'irradiazione nello spazio dei raggi infrarossi emessi dalla terra, determinando così un aumento della temperatura atmosferica sotto le nuvole di una media di circa mwhq10 °Ccite-ref-liou-1191-9-0[9]— Un processo noto come mwigeffetto serra.cite-ref-earthobs-global-warming-10-0[10] Mediamente nel mondo, la formazione di nubi comporta una perdita di temperature di mwjw5 °C sulla superficie terrestre, principalmente a causa degli mwkastratocumuli.cite-ref-cloud-heating-11-0[11]
Come conseguenza del loro effetto riscaldante quando sono relativamente sottili, ai cirri è stata imputata una parziale responsabilità del mwmgriscaldamento globale.cite-ref-stephens-1742-8-1[8]
Alcuni scienziati hanno ipotizzato che il riscaldamento globale possa causare l'aumento della copertura delle nuvole molto sottili, aumentando così la temperatura e l'umidità. Questo, a sua volta, provocherebbe l'aumento della copertura dei cirri, creando una circolo vizioso che tende ad amplificare gli effetti del fenomeno stesso ("mwoaretroazione positiva" o mwoqpositive feedback). La previsione, secondo questa ipotesi, è che i cirri si sposterebbero più in alto con l'aumento della temperatura, aumentando così il volume dell'aria sottostante le nubi e la quantità di radiazione infrarossa riflessa sulla superficie terrestre.cite-ref-mcgraw-2-12-0[12] In aggiunta, questa ipotesi suggerisce che l'aumento di temperatura porti ad un incremento delle dimensioni dei mwpgcristalli di ghiaccio nei cirri, provocando un equilibrio fra l'incremento della riflessione sulla terra dei raggi infrarossi emessi dalla stessa e quella nello spazio dei raggi solari incidenti.cite-ref-cloud-heating-11-1[11]cite-ref-mcgraw-2-12-1[12]
Nel 2001 lo scienziato mwsaRichard Lindzen formulò in proposito l'mwsqipotesi Iris, in base alla quale l'incremento nella temperatura della superficie marina nei mwsgtropici provocherebbe una diminuzione nella formazione dei cirri e quindi un incremento del calore disperso dalla terra nello spazio con la mwswradiazione infrarossa.cite-ref-13[13]
Tale ipotesi, contestata da altri scienziati, avrebbe trovato conferma in un successivo studio, pubblicato nel 2007 e condotto dallo mwuqscienziato dell'atmosfera mwugRoy Spencer ed altri, con l'utilizzo di moderne misure satellitari.cite-ref-14[14]
Galleria d'immagini
Note
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Bibliografia
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• mwaey(EN) Cirrus, su nephology.eu. URL consultato il 15 agosto 2014 (archiviato il 17 marzo 2014).
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su cloudatlas.wmo.int.
• citerefbritannica-com(EN) cirrus cloud, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwafeClassificazione dei cirri, su meteorologia.it.